A Sutera una notte magica tra sapori antichi e valori Slow Food
- Pasquale Marino
- 19 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Sutera 18 Dicembre 2025 – C’è un motivo se Sutera è definita "il Balcone della Sicilia"; arroccata, luminosa, silenziosa e potente, questo borgo non si limita a offrire uno sguardo privilegiato sul paesaggio dei Monti Sicani e dell'entroterra siciliano: Sutera è un punto di osservazione sull’anima più profonda della nostra isola.
La sera del 18 dicembre, però, il panorama più emozionante non era fuori dalle finestre, ma a tavola, presso il Ristorante Sambriglia, dove Slow Food Monti Sicani ha dato vita a un convivio che è stato molto più di un evento gastronomico: un vero viaggio sentimentale nelle tradizioni, nella memoria e nei valori del territorio dell'entroterra siciliano.

L’essenza della lentezza
Fin dall'accoglienza si è respirata un’armonia rara, quella che nasce quando materie prime giuste incontrano mani consapevoli. La serata si è aperta con la croccantezza del pane fritto e la decisa sapidità delle acciughe, accompagnate dall'eleganza del Milazzo Classico Brut, inizio semplice solo in apparenza, che già racconta la trama e la filosofia del territorio.
E' stato il preludio a una carrellata di antipasti capaci di parlare la lingua del territorio senza filtri: il Cacio all’argentiera, esaltato dalla dolcezza profonda del miele di Ape nera sicula, la Mbriulata di Sutera, piatto identitario che profuma di storia e di feste di paese e i Cardi selvatici fritti, che sanno di cucina domestica, di gesti tramandati, di convivialità vera.

Il momento del cuore: il Macco di Fave
Se si dovesse scegliere un’immagine per descrivere la serata, sarebbe senza dubbio il Macco di fave della tradizione suterese. Definirlo "sublime" è quasi riduttivo. Il suo calore avvolgente e la cremosità, arricchiti dallo spaghetto pizziato e dalla sapidità della ricotta salata del Caseificio Mangiapane, è stata pura poesia. Questi ingredienti hanno creato un equilibrio perfetto in grado di nutrire non solo il corpo ma anche la memoria. È in piatti come questo che si ritrova il senso più autentico del cibo: le radici, l'identità, l'appartenenza.

Un crescendo di eccellenze
La serata è proseguita su livelli altissimi: l'involtino alla siciliana su parmentier di patate ha mostrato come la tradizione possa essere raffinata senza perdere la sua identità, sposandosi divinamente con il Terre della Baronia rosso.
Il finale ha avuto il sapore delle feste: una raffinata evoluzione del Buccellato di Sutera (Virciddratu di Sutera) con un panettone artigianale di Cianciana ci hanno proiettato direttamente nell'atmosfera natalizia, hanno chiuso la serata con dolcezza proiettando il Convivio nell'atmosfera natalizia, dove ogni sorso dei vini Milazzo ne ha esaltato con discrezione l'eleganza. La serata si è conclusa con la consapevolezza che mangiare "buono, pulito e giusto" non è solo uno slogan ma un impegno quotidiano, fatto di scelte, relazioni e responsabilità.

Slow Food Monti Sicani dimostra che esiste un modo possibile e concreto di difendere la biodiversità, valorizzare i produttori, custodire i saperi e, soprattutto, costruire comunità attorno al cibo e, in un luogo come Sutera, questo messaggio risuona ancora più forte.



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