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Il più grande Mandorlo al mondo scoperto a Castronovo di Sicilia, nel cuore dei Monti Sicani

Aggiornamento: 9 minuti fa

Un esemplare di oltre 500 anni, scoperto dai botanici Pasquale Marino e Francesco Maria Raimondo, custodisce e racconta secoli di storia agricola e di cultura dei Monti Sicani.


CAMMARATA, 12 agosto 2026 – C’è un albero che da oltre cinque secoli custodisce la memoria dei Monti Sicani. Cresce nel territorio di Castronovo di Sicilia e, secondo le attuali conoscenze scientifiche, è il più grande mandorlo vivente finora documentato al mondo. La scoperta è riportata nell'articolo pubblicato il 30 luglio 2026 sulla rivista scientifica edita da PLANTA scaricabile qui: Quaderni di Botanica Ambientale e Applicata.

L’esemplare è un Mandorlo amaro (Prunus amygdalus var. amara) e vegeta a 910 metri di quota, sul versante che da Santa Caterina, lungo la Strada Provinciale 36, conduce verso il Cassero (Kassar) (37.693322° N, 13.593184° E): un’area di antica frequentazione indigena, successivamente ellenizzata e occupata in età medievale. Ancora oggi questo paesaggio conserva i segni di una lunga storia agricola e culturale.


Le dimensioni sono straordinarie: una circonferenza del tronco di 5,20 metri misurata a petto d’uomo, circa 10 metri di altezza, una chioma di circa 15 metri di diametro e un’età stimata superiore ai 500 anni. Valori che superano quelli di tutti i mandorli censiti nel database internazionale Monumental Trees, che raccoglie i più importanti alberi monumentali del pianeta.


Il monumentale mandorlo amaro di Castronovo di Sicilia, il più grande esemplare vivente documentato al mondo, insieme al botanico Francesco Maria Raimondo.
Il monumentale Mandorlo amaro di Castronovo di Sicilia (Prunus amygdalus var. amara) con il Prof. Francesco Maria Raimondo durante il sopralluogo (maggio 2026). Il fusto presenta una marcata torsione elicoidale e profonde incisioni longitudinali che determinano una precoce suddivisione in tre branche principali, conferendo all’albero una geometria tridimensionale particolarmente complessa e di notevole valore paesaggistico. Le eccezionali dimensioni del tronco e l’imponente architettura della chioma testimoniano il carattere vetusto e monumentale dell’esemplare. La corteccia è ampiamente colonizzata da licheni epifiti, indicativi delle favorevoli condizioni microclimatiche del sito, mentre una vecchia scala lignea, fissata al tronco mediante chiodi, e numerosi tratti di filo spinato ormai inglobati nei tessuti legnosi documentano le antiche pratiche di gestione dell’albero e del contesto agricolo circostante. (Foto: P. Marino).

Alcune drupe immature della stagione vegetativa in corso, insieme a frutti completamente maturi dell’anno precedente, ancora persistenti sui rami.
Alcune drupe immature della stagione vegetativa in corso, insieme a frutti completamente maturi dell’anno precedente, ancora persistenti sui rami. La contemporanea presenza di frutti appartenenti a due differenti cicli produttivi testimonia la mancata raccolta e il prolungato abbandono colturale dell’esemplare (maggio 2026). (Foto: P. Marino).

ll possente tronco, caratterizzato da una marcata torsione spiralata, si divide in tre grandi branche principali. I frutti producono costantemente semi amari le cui caratteristiche morfologiche sono coerenti con quelle delle tradizionali etnovarietà impiegate nella pasticceria siciliana, confermando il profondo legame di questo monumentale mandorlo con il patrimonio gastronomico di Castronovo di Sicilia. Secondo gli autori, si tratta inoltre del primo caso documentato di monumentalità riferito a Prunus amygdalus var. amara.


Il botanico Francesco Maria Raimondo abbraccia il monumentale mandorlo amaro di Castronovo di Sicilia, simbolo di oltre cinquant’anni di ricerca e tutela del patrimonio botanico.
Un abbraccio che racconta oltre cinquant’anni di ricerca, passione e dedizione alla botanica. Il Prof. Francesco Maria Raimondo accanto al monumentale Mandorlo amaro di Castronovo di Sicilia, in un gesto che simboleggia il profondo legame tra lo studioso e quel patrimonio naturale che, nel corso della sua lunga carriera, ha contribuito a conoscere, documentare, tutelare e valorizzare. (Foto: P. Marino).

I risultati della ricerca saranno presentati anche al XVIII Congresso Internazionale di Botanica del Mediterraneo (OPTIMA), in programma a fine settembre 2026 in Cappadocia (Turchia), contribuendo a portare i Monti Sicani all’attenzione della comunità scientifica internazionale.

Ma questo straordinario mandorlo non rappresenta soltanto un primato scientifico. È una testimonianza vivente della civiltà contadina dei Sicani. La corteccia ricoperta di licheni, una vecchia scala in legno ancora fissata al tronco e i fili metallici ormai inglobati nel legno raccontano secoli di lavoro, raccolti e cura del territorio, trasformando l’albero in un autentico monumento della memoria rurale.

Lo studio richiama l’urgenza di avviare interventi di tutela e valorizzazione, attraverso il monitoraggio fitosanitario, la prevenzione degli incendi e la realizzazione di un percorso di conoscenza rivolto a cittadini e visitatori.


Una recente fotografia del Dott. Pasquale Marino presso il monumentale Mandorlo amaro di Castronovo di Sicilia, dopo l’evento incendiario che, alla fine di luglio 2026, ha interessato una vasta area del territorio di Castronovo di Sicilia. (Foto: P. Marino).
Una recente fotografia del Dott. Pasquale Marino presso il monumentale Mandorlo amaro di Castronovo di Sicilia, dopo l’evento incendiario che, alla fine di luglio 2026, ha interessato una vasta area del territorio di Castronovo di Sicilia. (Foto: P. Marino).

Nei giorni scorsi il Sindaco di Castronovo di Sicilia, Vitale Gattuso, ha visitato il sito del monumentale Mandorlo insieme ai botanici autori della ricerca, potendone apprezzare l’eccezionale valore scientifico, storico e paesaggistico. Al termine del sopralluogo, il primo cittadino ha confermato l’impegno personale e dell’Amministrazione comunale a promuovere un percorso di tutela e valorizzazione dell’esemplare, con iniziative volte alla sua conservazione e alla diffusione delle conoscenze scientifiche, affinché questa straordinaria scoperta possa diventare un’opportunità di crescita culturale e turistico-naturalistica per Castronovo di Sicilia e per l’intero territorio dei Monti Sicani.


Veduta del monumentale mandorlo amaro di Castronovo di Sicilia, con accanto i suoi scopritori ed il Sindaco di Castronovo di Sicilia.
Il monumentale Mandorlo amaro di Castronovo di Sicilia ritratto insieme al Prof. Francesco Maria Raimondo, al Dott. Pasquale Marino e al Sindaco di Castronovo di Sicilia Vitale Gattuso. Scampato al recente incendio che ha interessato il comprensorio dei Monti Sicani, questo straordinario esemplare di Mandorlo amaro costituisce un patrimonio storico e culturale di eccezionale valore, da preservare e valorizzare per le generazioni future. (Foto: P. Marino).

Oltre al suo eccezionale valore botanico e conservazionistico, questo antico Mandorlo monumentale rappresenta un patrimonio storico, culturale e paesaggistico di straordinaria rilevanza. La sua tutela e valorizzazione possono contribuire a rafforzare l’identità dei Monti Sicani, favorendo forme di turismo lento, sostenibile e consapevole, pienamente coerenti con i principi di Slow Food e con la promozione dei territori rurali.


Proprio da questo legame tra natura, storia e tradizione gastronomica Slow Food Monti Sicani, intende promuovere un percorso di approfondimento con l’obiettivo di ricostruire il ruolo che questa varietà di mandorlo amaro potrebbe avere avuto nella tradizione arte dolciaria di Castronovo di Sicilia. Attraverso la ricerca di testimonianze, antiche ricette e saperi custoditi dalla comunità locale, si cercherà di riportare alla luce una storia ancora in parte da raccontare, nella quale questo straordinario albero monumentale potrebbe rappresentare una preziosa testimonianza vivente della cultura agricola e gastronomica del territorio.


Redazione a cura di: Angelo Longo.


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