Tra comunità e biodiversità: la Condotta Slow Food Monti Sicani presenta l’orto “Coltiviamo Speranza” a Terra Madre
Cammarata 2 ottobre 2026 – Alla recente edizione di Terra Madre Salone del Gusto a Torino — l'evento internazionale di riferimento per la cultura del cibo buono, pulito e giusto — la Condotta Slow Food Monti Sicani, presente con Angelo Longo e Maurizio Giamberduca, ha presentato con orgoglio l’esperienza dell’orto di comunità “Coltiviamo Speranza”. Realizzata in stretta sinergia con la comunità delle Suore Salesiane di Cammarata, l’iniziativa è stata portata all’attenzione del pubblico torinese e degli addetti ai lavori come modello virtuoso di agricoltura sociale, animazione territoriale e rigenerazione delle aree interne della Sicilia.

Il progetto nasce dalla volontà condivisa di recuperare luoghi tradizionalmente marginali o inutilizzati, restituendo loro valore e trasformandoli in presidi operativi di aggregazione, inclusione ed economia circolare locale. Cuore pulsante dell'iniziativa è il coinvolgimento diretto dei minori stranieri non accompagnati e richiedenti asilo accolti nella struttura salesiana. Accanto a loro, l'orto mira a spalancare le porte a un numero sempre maggiore di residenti e cittadini desiderosi di mettersi in gioco. Si viene così a creare un laboratorio a cielo aperto che incentiva il lavoro di squadra, consolida le relazioni umane e favorisce lo scambio intergenerazionale e interculturale attraverso la trasmissione dei tradizionali saperi contadini.
A strutturare e consolidare il successo dell'iniziativa è stato un fondamentale lavoro di rete sul territorio. Decisivo è stato il contributo dell’agronomo Lorenzo Scrudato, che ha pianificato con cura la rotazione delle colture e la gestione sostenibile del suolo. Al suo fianco, Enzo Graci — produttore e referente del Presidio Slow Food del pomodoro buttiglieddru di Licata — ha donato gratuitamente le piantine e condiviso il proprio prezioso know-how tecnico. Questo connubio tra teoria e pratica sul campo ha permesso di sperimentare tecniche di coltivazione biologica, ottimizzare l'uso dell'acqua attraverso sistemi di irrigazione efficienti e recuperare varietà orticole antiche, perfettamente adattate al microclima sicano.

L’integrazione virtuosa tra competenze agronomiche scientifiche, la visione di tutela della biodiversità promossa da Slow Food e l'impronta pedagogica ed educativa della comunità salesiana ha consentito di strutturare un percorso integrato. La produzione di cibo sano non è qui un fine meramente economico, ma uno strumento per generare coesione sociale. Oltre alla quotidiana cura delle piante e alla raccolta degli ortaggi, l'orto si vuole aprire al territorio come punto di riferimento territoriale per workshop, laboratori didattici con le scuole e attività formative e culturali aperte all'intera cittadinanza.
La vetrina internazionale di Torino ha rappresentato un'importante occasione di dialogo e scambio di buone pratiche con altre realtà globali impegnate nell'agricoltura comunitaria. Un confronto che ha confermato ancora una volta la forza di questi progetti a filiera brevissima, capaci di coniugare con successo la sostenibilità ambientale, la salvaguardia delle colture autoctone e la costruzione di una società più inclusiva e accogliente.





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